IL MIO ANGELO DELLA BELLEZZA (parte settima)

(di Denise Ruggeri, II C scientifico)
Luca mi guardò soddisfatto.
«Blu, eh? E’ strano che tu abbia scelto proprio questo colore. Guarda caso, si dice che il blu sia il colore del silenzio, della calma e della tranquillità, della tenerezza, della gioia di vivere» parlò compiaciuto.
Riflettei su ciò che aveva detto.
«Hai provato tutto ciò?» chiese poi.
Guardai di nuovo la casa, poi la fontana e tutto il resto.
«Sì» sorrisi.
«Bene» rise realmente felice.
«Sai, c’è una cosa chiamata “Bellezza Collaterale”. Si tratta semplicemente di saper cogliere la bellezza anche nelle situazioni e nelle cose più buie, tragiche e misere, proprio come questa vecchia casa. Non è sempre facile, ma sei stata molto brava nel riuscirci» mi guardò fiero.
«Grazie» risposi.
«Ora andiamo, si sta facendo buio».
Guardai il cielo e mi accorsi che il sole quasi non c‘era più.
«Oh, va bene».
«Non preoccuparti, avrai una risposta ben chiara più tardi» mi rassicurò.
Annuii, persa tra i pensieri. Forse avevo già un’idea di cosa fosse la bellezza, grazie a lui.
Sulla via del ritorno, sentimmo della musica provenire da una stradina illuminata dalla luce lieve dei lampioni. Entrambi seguimmo la voce di quel cantante, attratti dalla curiosità.
Camminammo finché non ci trovammo davanti un giovane ragazzo seduto a terra, con la chitarra ben stretta tra le braccia. Aveva gli occhi chiusi e sembrava immerso nel suo mondo. Le sue dita si muovevano agili e le parole uscivano cristalline dalle sue labbra. Poi si accorse della nostra presenza, ci salutò con un cenno del capo ed iniziò a cantare un po’ più forte, per far sì che sentissimo meglio.
Ci fece entrare in quel mondo tutto suo e un flusso di emozioni mi invase. In quella musica, ogni singola nota aveva un colore diverso. Malinconico, gioioso o triste che fosse, ogni suono era meravigliosamente bello e lo ricordo perfettamente.
(continua)