VIRTUALE È REALE?





(Giulia Lo Duca  III A Liceo Classico)
In passato la più tipica forma di governo era la monarchia; questa si affermò non solo dal punto di vista egemonico ma anche da quello sociale. Allo stesso modo, oggi il web si trova al “comando” delle cosiddette società virtuali e risponde a determinati bisogni che spesso l’uomo singolarmente non sa soddisfare. Come lo Zeus Panopticon che, in base al racconto mitologico, era colui che sapeva in ogni momento dove si trovava nel mondo, così anche i mezzi informatici rischiano di controllare la nostra vita in ogni momento e la nostra conoscenza. Il mondo virtuale, infatti, agevola i contatti di cui ogni uomo necessita e la libera circolazione delle notizie, ma nasconde il pericolo di una falsa conoscenza. Ognuno di noi può trovare conferma alle proprie idee, attraverso il “confronto informatico”, ma dovrà esercitare una capacità di giudizio nel selezionare le informazioni presenti nel web, richiamandosi all’esperienza e all’insegnamento degli adulti. 
Infatti, ci si può imbattere in notizie non del tutto veritiere, che non vengono filtrate e opportunamente corrette, poiché chiunque ha la possibilità di divulgarle; dunque, navigando in rete, ci si può spesso imbattere in tranelli ingannevoli, le cosiddette ‘bufale’, scritte per ricevere un po’ di notorietà o semplicemente per spostare l’attenzione su argomenti futili e privi di esattezza. Bisogna, dunque, saper riconoscere le informazioni che presentano un fondo di verità.
La realtà è davvero frutto del mondo virtuale? L’intero cosmo non ruota solo attorno all’irrealtà multimediale, ma fa riferimento anche e soprattutto al concreto vivere comune.
Lascio a voi lettori il mio quesito: Il virtuale è reale o il reale è virtuale?